Pavel Aleksandrovič Florenskij

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Nasce il 9 gennaio 1882 nel villaggio di Evlach, in Azerbaigian, dove il padre, un ingegnere russo, si trova per lavoro. Trascorre il resto della sua infanzia e adolescenza a Tbilisi, in Georgia. A 18 anni si trasferisce a Mosca per iscriversi all'Università, alla facoltà di matematica. Dopo la laurea, rinuncia alla carriera universitaria per iscriversi all'Accademia teologica, dove compie gli studi di filosofia e teologia. Nel 1910 si sposa con Anna M. Giacintova e nel 1911 viene ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa. Padre di cinque figli, riesce a conciliare un'intensa attività di ricerca e di insegnamento con le diverse esigenze familiari e pastorali.

Negli anni successivi alla rivoluzione del 1917, Florenskij sceglie di restare in Russia dedicandosi a importanti progetti in ambito filosofico-scientifico, teologico, artistico e pedagogico. A motivo delle sue competenze di scienziato, viene inizialmente risparmiato dalla repressione e coinvolto in diversi settori di ricerca tecnico-scientifica e di elettrificazione della Russia. In seguito è accusato di attività controrivoluzionaria e condannato a dieci anni di lavori forzati. Dopo cinque anni di GULag (prima a Skovorodino, poi alle isole Solovkij), l'8 dicembre 1937 fucilato nei pressi di Leningrado. Florenskij è considerato uno dei maggiori pensatori russi del XX secolo.