[LA PAROLA DEL GIORNO] XXII settimana del Tempo Ordinario – martedì (II) 2

Se gli abitanti di Nazaret rifiutano Gesù perché lo considerano troppo umano e familiare, il demonio nella sinagoga di Cafarnao sembra più disturbato dall’origine divina della sua persona. Avvertire la presenza di Dio, ma temerla come la peggiore delle sventure è la follia presente nel nostro cuore che il vangelo definisce “impurità”. Non puri lo siamo infatti non quando ci sporchiamo – il corpo o l’anima – attraverso qualche scelta infelice, ma quando, ragionando troppo secondo la mentalità – lo spirito – del mondo non riusciamo a capire quello che Dio vuole donarci. È a causa di questa tenebra interiore che ci teniamo lontani o indifferenti da lui. Se solo ascoltassimo di più la voce dello Spirito di Dio, metteremmo a tacere tutti i rumori e le resistenze che ci portiamo dentro. Perché gusteremmo la gioia di non sentirci giudicati da Dio e quindi neppure da nessun altro. Ci sentiremmo solo guardati e custoditi con occhi di misericordia.


LA PAROLA DI OGNI GIORNO
Quotidianamente un’immagine e un breve commento alla Parola da parte di fra Roberto Pasolini