[LA PAROLA DEL GIORNO] XXII settimana del Tempo Ordinario – venerdì (II) 2

La risposta di Gesù sul digiuno non vuole essere un autorizzazione ad abolire tutte le consuetudini che sono capaci di rendere la nostra umanità più forte e più libera. La sua parola ci riporta semmai alla necessità di accogliere il vangelo come qualcosa di completamente nuovo. L’evocazione della figura sponsale ci ricorda che, agli occhi di Dio, la cosa più importante non è mai quello che facciamo, ma per chi e perché accettiamo di affrontare dei sacrifici nella vita. Uno dei segni della novità evangelica è la capacità di non sentirsi eternamente giudicati, né da se stessi, né da nessuno. Rinunciare a giudicare gli altri e superare l’ansia di prestazione che ci rende intolleranti e insopportabili è il vino nuovo che possiamo imparare a bere. Di fronte all’unico giudice di cui ci deve preoccupare e interessare lo sguardo: il Signore!


LA PAROLA DI OGNI GIORNO
Quotidianamente un’immagine e un breve commento alla Parola da parte di fra Roberto Pasolini