Il libro di Norman Russell tratta della divinizzazione, un approccio che l’Oriente cristiano ha saputo trasmettere come il proprio della vocazione cristiana, che inizia nella creazione ad immagine e somiglianza di Dio, si realizza nell’accoglienza della novità di vita portata dalla risurrezione di Cristo, vita che il cristiano manifesta sotto l’azione dello Spirito, nella trasfigurazione del creato, cominciando dal proprio corpo che, da corpo di morte, diventa corpo di gloria nella comunione.
Russell riesce a ripercorrere la storia della divinizzazione dalla sua nascita come metafora con radici bibliche nel corso del II secolo dell’era cristiana, alla sua maturità come dottrina centrale nella vita spirituale della Chiesa bizantina, fino ai dibattiti attuali tra gli autori contemporanei. Questo libro è dunque un “manuale” fondamentale sull’argomento. Al contempo, è un saggio che si legge volentieri, alimenta la profondità, e i continui rimandi ad autori che inquadrano il frutto migliore della riflessione teologica incoraggiano il lettore a non considerare l’argomento del libro semplicemente un insieme di formule teologiche, ma un invito a una trasformazione che solo la reciprocità dell’amore può operare.
Solo l’amore di Dio come realtà esistenziale attiva può infatti costituire un dono gratuito vivificante, una “trasfusione” di esistenza; solo questo amore può permettere agli esseri umani di esistere. È questa realtà sperata quella indicata dalla parola theōsis (la divinizzazione dell’umanità) nel linguaggio della testimonianza ecclesiale.
Titolo originale: Fellow Workers with God
Traduzione: Maria Campatelli
Presentazione: Michelina Tenace
Antropologia patristica, Antropologia teologica, Divinizzazione, Immagine e somiglianza







