[IL VANGELO DI TUTTO L'ANNO] XXV TEMPO ORDINARIO – Sabato (II) 3

 

Sta per essere consegnato nelle mani degli uomini

Gli antichi Greci sapevano che, per reggersi, una società deve avere buone leggi. Sapevano che presso i popoli barbari vigeva la legge del più forte e il diritto del pugno, e in una società simile il debole è senza diritti. Oggi la legge ci protegge da queste violenze.

Qui Gesù anticipa che sarà tradito, consegnato nelle mani degli uomini, in loro totale potere. Avverrà proprio così, nonostante la Legge di Mosè, legge divina e nonostante il dominio romano, legge umanamente perfetta. Essere sottoposti agli uomini può non essere terribile se gli uomini sono saggi e misericordiosi, non dominati dalle passioni, dall’ira, dall’odio. Gesù invece cade proprio nelle mani di uomini così, accecati dalla violenza. Non può fare altro che mettersi nelle mani del Padre, che veglia su tutto.

 

Non ne comprendevano il senso

C’è un nesso fra la professione di divinità di Gesù e la predicazione della sua sofferenza. Gesù deve cadere nelle mani degli uomini, ma è già in mani umane, è l’oggetto dei discorsi delle folle e della loro ammirazione.

Nel momento del successo sembra facile fidarsi degli uomini. Basta pensare ai politici, che quando tutto va bene hanno la stima e la fiducia dei loro elettori; ma al primo insuccesso vengono criticati, abbandonati, se non trattati come criminali. La saggezza antica dice: l’ammirazione umana è come il sole, si nasconde dietro le nuvole quando ci si vorrebbe scaldare ai suoi raggi.

È giusto allora desiderare il successo? Una risposta saggia può essere: accettarlo quando viene, ma come uno stimolo a far meglio, non perseguirlo come un fine. È un consiglio spirituale profondo. I successi vengono dal Padre celeste come doni ai figli deboli: chi impara a vederli in questa luce, più tardi saprà accettare con la stessa fiducia anche doni amari.

 

Per loro restava così misteriosa

Chi è sano non sa comprendere il malato, il ricco non conosce i problemi dei poveri, chi vive nel benessere non vuole cambiamenti: la situazione personale influisce sul modo di vedere la realtà. L’opinione pubblica pesa nei giudizi e nelle valutazioni, ed è così che nascono le diverse mentalità nel tempo e nello spazio. Per un europeo è difficile capire la mentalità di un asiatico. A volte non ci intendiamo neanche con popoli vicini e simili a noi. Ma si tratta di piccole cose se le paragoniamo all’enorme differenza fra l’atteggiamento di Cristo e la mentalità del mondo. Gli stessi apostoli spesso non capivano Gesù, e comprendono il mistero della croce solo dopo la discesa dello Spirito Santo.

Uno scrittore francese ha scritto: oggi tutti dicono: “grazie a Dio sto bene”. Se incontrassimo uno che dice: “grazie a Dio soffro”, non lo capiremmo, o forse avremo il sentore di trovarci vicino ad un santo.


IL VANGELO di tutto l’anno sono le riflessioni sul Vangelo festivo e feriale tratte dall’omonimo libro di padre Tomáš Špidlík.

[IL VANGELO DI TUTTO L'ANNO] XXV TEMPO ORDINARIO – Sabato (II) 4 Il libro è disponibile presso EDIZIONI LIPA