LA PUREZZA ESTERIORE E INTERIORE

[IL VANGELO DI TUTTO L'ANNO] XXVIII TEMPO ORDINARIO – Martedì (I) 3

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

 


Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo

L’igiene personale è un rito di tutte le religioni, un gesto simbolico di purificazione prima di accedere a Dio. I cristiani usano questo rito nel battesimo, gli Ebrei invece nelle abluzioni frequenti. Il sommo sacerdote si lava prima di celebrare il rito (Es 29,4; 40,2), e si lava chiunque tocchi un morto o un lebbroso (Lv 11,39ss; 14,8ss). I farisei si lavavano in molte occasioni lungo la giornata, nonostante la Legge non lo richiedesse. L’abluzione frequente è una buona norma igienica e da un punto di vista religioso un nobile simbolo dell’atteggiamento interiore. Gesù, però, rimproverava i farisei di tenere più all’apparenza che all’aspetto interiore. A Cana trasforma l’acqua delle abluzioni in vino (Gv 2,6), indicando che la purificazione del corpo deve divenire purificazione spirituale.

 

Il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità

Lavarsi toglie la polvere e il fango, estranei ai mobili come al corpo umano. Allo stesso modo, in senso morale, il peccato o i pensieri cattivi sono estranei all’anima. Ci si può lavare da essi? Le religioni suppongono di sì: il lavaggio rituale è espressione di questa fede. Ma non tutte le colpe si possono lavare con l’acqua. Nel dramma di Shakespeare “Macbeth”, l’assassina continua a lavarsi le mani e le vede sempre sporche di sangue. Gli indù si lavano nelle acque del fiume Gange, che per loro è acqua sacra. Potrebbe essere simbolo del battesimo cristiano?

L’acqua del battesimo cristiano non è sacra, è acqua normale, consacrata dalla forza purificatrice delle parole della Chiesa: “io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Per lavare l’anima ci vuole l’intervento divino e la confessione di fede del catecumeno, la sua volontà di fare il bene. È l’incontro delle parole divine e umane che lava le anime, la nuova creazione nell’acqua.

 

Ed ecco, tutto per voi sarà mondo

Ci laviamo prima di mangiare per non ingerire microbi che potrebbero essere nocivi al nostro organismo. Allora tanto più dobbiamo stare attenti a quello che ci entra nella mente attraverso i pensieri. Laviamo la frutta prima di mangiarla per liberarla dai veleni anticrittogamici, ma lasciamo entrare tanti pensieri non lavati. Ci giustifichiamo dicendo che siamo liberi di pensare e guardare quello che ci pare. Certo; ma una persona saggia sa anche che non tutto quello che il mondo le offre può esserle utile.

La purificazione spirituale significa la capacità di controllare i pensieri. Come, in concreto? Ascoltiamo una notizia che ci turba o un giudizio ingiusto su una persona assente: la prima cosa da fare è fermarci a riflettere se prestare fede a ciò che viene detto. Prendiamo in mano un libro o facciamo zapping davanti alla televisione: prima chiediamoci se non sia meglio fare un’altra cosa.

Prima di qualsiasi azione è bene chiedersi se ciò che stiamo per fare porterà del bene. L’anima è come il vetro di una finestra: se è pulito rende tersa e pura la vista sul mondo.

 


IL VANGELO di tutto l’anno sono le riflessioni sul Vangelo festivo e feriale tratte dall’omonimo libro di padre Tomáš Špidlík.

[IL VANGELO DI TUTTO L'ANNO] XXVIII TEMPO ORDINARIO – Martedì (I) 4 Il libro è disponibile presso EDIZIONI LIPA